sgarrare

Sgarrare humanum est, perseverare autem diabolicum.

SGARRARE “Commettere un errore o una mancanza, sbagliare” da dizionario.

Parto dalla definizione che trovate sul dizionario della lingua italiana della parola Sgarrare. Si parla di sbaglio, di una mancanza, di trasgressione ad una regola imposta. Tipicamente quando si parla di sgarro ci si riferisce, o almeno per deformazione professionale è cosi, allo sgarro alimentare. Tutto ciò che non è compreso in un programma alimentare è uno sgarro. Bhè però questo fa intendere che ci siano cibi proibiti, bannati una sorta di mela di Adamo ed Eva nell’Eden. Non sono concorde con questa visione e chi mi segue o si è trovato a lavorare con me lo sa bene. Non amo la parola eliminare primo perchè non esisite motivo di eliminare a meno che non ci sia un motivo legato a status patologico, secondo perchè nel momento in cui cali un imposizione dall’alto l’animo e la psiche umana farà di tutto per cercare di evadere da quelle sbarre che gli hai costruito intorno. Esempio pratico forte e nudo e crudo. Quanti giovani fumano erba solo perchè fa “figo”? Quanti lo fanno per non sentirsi emarginati e sfigati sociali? Una miriade. E perchè? Perchè il brivido del proibito del pericoloso da una scarica adrenalinica immensa. E se di colpo non fossero più proibite? Se fossero socialmente accettate? Sarebbe ancora da fighi? Sarebbe ancora da bulli farne uso? O verrebbe meno quel sentore di pericolo misto ” so figo e so bello vojo fa er fotomodello”?  A voi l’ardua sentenza.

Dicevo non amo eliminare cosi come non amo lo sgarro. Si ok se vogliamo ce lo raccontiamo che non si vive di sola dieta, che le occasioni sociali sono importanti e le altre tipiche scusanti di chi ha 25 kili in sovrappeso e non VUOLE dimagrire. Ma la domanda è sempre la stessa che vi ho già proposto in altre occasioni…perchè lo si fa? Ognuno per i suoi più differenti motivi. Ma non voglio fare lo psicologo di turno, oggi no, voglio semplicemente portarvi a fare due considerazioni: La prima prettamente matematica, e la seconda ti tipo Umanitario oserei dire.

Bene facciamo due conti. Sappiamo che per dimagrire a Mario serve un deficit calorico. Perfetto Mario sa che le calorie che lo farebbero restare tale e quale sono circa 2000 al giorno, ovvero la sua normocalorica. Decide quindi di impostare un taglio di circa 200 kcal al giorno. Si certo è un taglio piccolo, ma Mario lo sa che in media un ipocalorica ragionata su un soggetto che sta bene è intorno ad un  meno 10-15% non oltre ( salvo casi). Quindi Mario assume da oggi Lunedi 1800 Kcal e figo fino a sabato sera ha creato un deficit di 200*6= 1200 kcal. Mario si ricorda anche che per perdere 1 kg di grasso ha bisogno di 7000 kcal di deficit. Quindi il suo percorso sarà lungo ma lui è bravo e non ha fretta. Però viene la domenica e Mario va a pranzo fuori e continua a ripetersi che si mangerà anche il tavolo del ristorante perchè è stato bravo e se lo merita. Il suo corpo non lo sa però che giorno è, sa solo che gli arriveranno 1800 kcal come gli altri giorni. Mario ordina e la tavola lentamente si riempe di cibo. Mario alla fine del pranzo ha mangiato 3000 kcal ovvero le 1800 che gli spettavano più altre 1200. THO va giuste giuste quelle che aveva perso faticosamente in questi primi sei giorni. Mario va avanti cosi per 6 settimane. Dopo 6 settimane si pesa e rimane tremendamente deluso perchè non ha perso nulla! SI dispera, chiama il suo nutrizionista, lo insulta gli dice che è incompetente che non sa fare il suo lavoro ecc ecc.. Mario deve scaricare le sue frustrazioni! Ma mario è intelligente e lo sa che la colpa è la sua, solo ed esclusivamente la sua. Con 1 pasto libero non ragionato ha rovinato tutto.

La storia di Mario è la storia di tanti, di molti. Ma cosa vuoi che sia un pasto libero? Ma che vuoi che mi faccia uno sgarro? Certo non vi uccide ma semplicmente se non ragionato e se diventa una gara a chi mangia di più può farvi fare la fine di Mario.

Ma allora che significa che non posso uscire piu a cena con gli amici? Nessuno ha mai detto questo. Il cibo è l’elemento di socializzazione per eccellenza e per il rispetto dell’integrità psicologica di tutti va rispettato questo suo ruolo. Ma a Ristornate vi portano un menu! Lo sapevate? E sapevate che potete SCEGLIERE COSA MANGIARE?? POTETE SCEGLIERE CHI ESSERE E COSA DIVENTARE? Esatto nessuna imposizione solo una libera scelta. Se andate a cena fuori e state seguendo un programma che prevede per cena dei carboidrati, una fonte proteica, delle fibre siete a cavallo! Ma del pesce arrosto, con un contorno e delle patate lesse fanno cosi tanto schifo? Una spigola al sale con verdure miste e del pane sono una cena da dover rifiutare? C’è davvero la necessità del rimpizzarvi di cibo fritto?

 

E’ sempre questione di scelte…

metto a dieta

MI METTO A DIETA……MA SONO SICURO DI FARLO?

Viene da me in studio una ragazza, manco il buongiorno che subito mi dice ” questo periodo un macello, ho un sacco di robe da fare, sono stressata, non ho seguito nulla di quello che mi avevi detto”…

“..buongiorno anche a te cara, accomodati, fai come fossi a casa tua…”

La frustrazione si leggeva nei suoi occhi, si perchè Giulia ( nome di fantasia) davvero ci tiene al suo corpo alla sua forma fisica e il non aver rispettato dei compiti assegnati la fa sentire in colpa, mortificata e dispisciuta.

Giulia ha davvero avuto un periodo tosto: ha cambiato lavoro, ora lavora su turni anche di notte, ha cambiato casa, si è fatta un trasloco da sola, perchè i suoi parenti abitano in un’altra regione, giulia ha davvero la giornata piena,scandita in ogni secondo. Giulia non aveva tempo di stare a guardare il grammo di ogni cosa che mangiava.

Bene credo che questa, con le dovute differenze sia una cosa che capita a molti, moltissimi di voi/noi.

In pochi realmente sono atleti, mentre in molti sono persone COMUNI il cui “fare sport” è semplicemente diretto ad un benessere globale senza alcun obiettivo prestazionale o finalizzato a competizione. Rimarco tantissimo questo aspetto perchè a mio avviso la differenza è notevolissima. ATLETI e AMATORI sono due mondi differenti. Non tutti possono essere atleti e soprattutto molti non hanno la più pallida idea di che cosa significhi esserlo.

Bene dicevamo che Giulia ha avuto un periodo tostissimo. Noto come nel 90% dei casi questo equivalga a dire ho mangiato schifezze, mi sono rimpizzata di cibo, non ho fatto sport quindi se ho messo su della ciccia…io ti avevo avvisato!

Ma Giulia era stata da me preparata a questa evenienza e sapeva come comportarsi in questi casi. Il risultato ottenuto è stato meraviglioso, Giulia ha migliorato la sua composizione corporea, e nemmeno di poco sfruttando a suo favore un fattore non di poco conto. Ma andiamo per gradi.

Mettersi a dieta, ovvero creare un deficit calorico è uno stress per l’organismo e su questo siamo tutti d’accordo, sia da un punto di vista biochimico e fisiologico sia da un punto di vista psicologico.

Ora la domanda è…Se so che da qui a 20 giorni avrò un perido estremamente tassante da un punto di vista fisico e mentale ha senso proseguire su questa strada? Ha senso proseguire, togliendo calorie e aggiungendo stress al mio corpo già impegnato a fronteggiare eventi non eliminabili come un cambio lavoro o un trasloco? No per me

Quindi prima regola per Giulia abbandonare un programma ipocalorico per passare ad uno normocalorico di mantenimento. Il programma in ipo per forza ha bisogno di un deficit, piccolo un 10-15%, roba davvero annullabile con 2 cioccolatini e 20 gr di pasta in più al giorno. Va da se che c’è in quel caso la necessità di controllare, pesare ogni alimento. Non ne abbiamo la forza mentale, finiremmo con l’annullare il deficit producendo nessun effetto sul nostro corpo con conseguente frustrazione per aver fallito e mancato l’obiettivo. Molto più sensato essere consapevoli del momento e sapere che questa fase la passeremo mantenendoci cosi come siamo, per riprendere poi la marcia quando la tempesta sarà passata.

Giulia però mi dice che non ha mangiato schifezze, ha tenuto sotto controllo in primis la qualità della sua alimentazione. Bene seconda regola per Giulia.

In un periodo di alimentazione normocalorica a sensazione, il tenere sotto controllo la QUALITA’ di ciò che mangiamo fa tutta la differenza del mondo! Essere in normocalorica potrà annullare anche la richiesta psicologica di rifugiarsi nei junk food con la conseguenza di poter riuscire a controllare qualitativamente ciò che assumiamo.

Giulia, è riuscita, perchè ormai ne ha bisogno, a mangiare 4-5 volte al giorno. Giulia ha un bell’introito calorico da dover assumere e trova conveniente per lei,frazionarlo. A seguito mediamente le indicazioni del programma

Terza regola per Giulia. Se si ha l’abitudine di mangiare 4-5 volte in questo periodo di fai da-te a sensazione è importante non cambiare le abitudini. Perchè? Perchè cambiare senza sapere dove andare può farci cadere in errori. Può far si che il pasto serale diventi un’abbuffata incontrollata. Molto meglio quindi proseguire con le nostre abitudini e cercare di assumere indicativamente quegli alimenti che avevamo nel programma anche prima. Esempio se precendentemente avevo 125 gr di mela con 7 gr di mandorle, Giulia ora prende dal suo cestino a casa una mela e un pugno di 4-5 mandorle. STOP la bilancina è rimasta dentro al cassetto e Giulia sopravviverà.

 

La finisco qua perchè mi sono dilungato già troppo e poi nessuno arriva alla fine ma vorrei ricordarvi una cosa:

Se siete persone Normali e godete di buona salute e intraprendete un percorso con lo scopo di provare a vedere come potete e quanto potete migliorare fatelo sapendo che costerà comunque della fatica, che i risultati saranno direttamente proporzionali al vostro impegno e che nessuno vi regalerà nemmeno 100 gr in meno sulla bilancia. Fatelo sapendo questo e se vedete che le condizioni non ci sono per affrontarlo, rimandatelo, seguite i consigli sopra e mantenetevi piuttosto che buttarvi a capofitto in un progetto che vi vede sconfitti in partenza con la frustrazione che ne conseguirà. Per il corpo dei vostri sogni, con il culo a mandolino e l’addome in vista c’è bisogno di sacrificio, non c’è la fortuna del metabolismo veloce ne la sfortuna delle ossa grosse.

E’ questione di priorità, ricordatevelo se non siete ATLETI.

obiettivi

QUANDO MI ASPETTO TANTO, MA NON OTTENGO NULLA

Lo so è Domenica e molti di voi già li vedo che sono li con gli occhi ancora abbottati di sonno, nel letto, con il cellulare in mano, lo guardano con un occhio, perchè l’altro è ancora chiuso, scorrono la pagina di Facebook e trovano questo link…” e che coioni questo, ma non c’ha na famija?..invece de scrive ste cazzate…”…

A tutti coloro che riusciranno ad aprire anche l’altro occhio, scrivo queste due righe….

A me, come ad altri miei colleghi, si rivolgono quotidianamente persone che mediamente stanno già bene, e che vogliono provare ad intraprendere strade ancora sconosciute per vedere quanto in là possono spingere la loro macchina perfetta : IL CORPO.

La prima domanda che pongo loro è sempre la stessa: Che Obiettivo ti poni?…Ovviamente sapere dove si vuole andare è decisamente importante…Nessuna persona sana di mente preparerebbe una valigia con costume e giacca a vento, infradito e moon boot per andare in vacanza senza sapere dove.

La risposta è sempre la stessa…perdere un po di grasso, tonificare il gluteo e l’iterno coscia, spalle e pettorali e l’immancabile addome!

Una volta stabilito questo, parte la mia interminabile sequela di domande, per cercare di reperire quante più informazioni possibili, anche quelle che pensate di tenere nascoste! 😉

Alla fine scopri sempre che la persona, si sta bene, ma potrebbe stare meglio. In particolare lamentano tutta una serie di sintomi aspecifici quali, difficoltà digestive, stanchezza cronica mattutina, sonno disturbato, difficoltà e irregolarità nell’andare in bagno, episodi di abbuffate incontrollate ecc ecc…Questi sintomi possono dire tutto e niente…

Mangiano magari bene, ma non benissimo, pensano di bere, ma non bevono ecc ecc…

Ma allora, siamo sicuri che l’obiettivo principale sia davvero quello meramente estetico??

 

Si sicuramente il loro si, ma non il mio…no il mio primo obiettivo decisamente non è quello.

Se lavorate con la salute delle persone, il primo obiettivo, anzi nel 90% dei casi l’unico che deve starvi a cuore è proprio questo…la SALUTE…

Ma come potete pensare che il vostro corpo, migliori davanti allo specchio se è marcio dentro??

Preoccupatevi e preoccupiamoci prima di aggiustare tutto ciò che non va;

  • cerchiamo di riequlibrare il giusto ritmo del sonno, ottimizzando il riposo notturno…questo potrebbe far si che svegliandoci la mattina invece che essere dei bradipi dormienti fino alle 11, possiamo essere già belli attivi e pimpanti di primissima mattina.La nutrizione potrebbe venirci incontro. Provato mai a spostare il grosso del quantitativo glucidico (i carboidrati) la sera a cena?
  • cerchiamo di capire quali alimenti ci creano gonfiore o difficoltà digestive e perchè. Dicono tutti che i carboidrati sono carboidrati, e che la fonte da cui li reperiamo è indifferente purchè sia di buona qualità. Ma è proprio cosi? Assolutamente no!! La nostra flora batterica intestinale, risponde e può rispondere, accetta e metabolizza diversamente in ognuno di noi carboidrati e fibre con conseguenze corporee differenti. Conoscerci, ascoltarci è fondamentale per eliminare semplici fastidi che altrimenti potrebbero cronicizzare.
  • Stitichezza e diversa composizione delle feci. Un capitolo importante nella vita di ognuno di noi. Sappiamo tutti quanto è fastidioso il gonfiore che si ha dopo giorni in cui non si va in bagno. Ma perchè non ci riusciamo? La nostra alimentazione è povera di fibre, o al contrario ne è troppo ricca? E di che tipo, solubili o insolubili? e il loro rapporto? Tanti zuccheri semplici nelle nostre giornate? Acqua sotto 1 litro al giorno?
  • Ho un problema nella vita di tutti i giorni e lo sfogo mangiando. E qui mi fermo perchè non sarebbe giusto addentrarsi in un discrso cosi ampio…

Potrei andare avanti per ore, ma il punto non è farvi un elenco di queste problematiche ma solo farvi comprendere come, ricercando il miglioramento estetico come obiettivo ossessivo o quasi,state solo spostando il focus del problema da un punto ad un altro. La ricerca del benessere parte da dentro, dalla base. Per vedermi meglio devo aggiustare tutte queste piccole problematiche che sommate fanno la differenza. Ecco perchè i percorsi durano mesi, in alcuni casi anni. Perchè prima ci sono periodi di prove e prove per capire da dove nasce il problema e quale potrebbe esserne il rimedio. Perchè se avete una macchina con una ruota bucata non partite per andare in vacanza, dicendo..” vabbè poi magari durante il viaggio l’aggiustiamo.” No posticipate la partenza a quando anche la gomma sarà riparata. E cosi vale per il nostro corpo. Prendercene cura, prima di aspettarci cambiamenti estetici.

E ve lo assicuro, nel momento in cui tutto tornerà a risplendere in voi, sarete i primi a vedervi con occhi diversi, migliori e con il culo più sodo! 😉

contesto

COSA O CHI CI OSTACOLA NEL CAMBIAMENTO?

Vi siete mai chiesti quali sono le variabili che entrano in gioco durante tutto un percorso che porta una PERSONA “fisicamente” da un punto A ad un punto B? Vi siete mai chiesti quante sono??

Ovviamente elencarle sarebbe impossibile, staremmo qui ore ed ore e ripensandoci non riusciremmo mai a scrivere una lista completamente esaustiva: Ne mancherà sempre una.

Se però ci fermiamo a pensare vedremo come una tra tutte spicca.

Analizzarla ci permetterà di capire perchè l’80% dei risultati ottenibili anche con il più perfetto dei programmi dipende da essa ( per me)

IL CONTESTO SOCIALE E PERSONALE IN CUI VIVIAMO

Intraprendere un percorso di cambiamento fisico e mentale deve avere come presupposto fondamentale, la presenza di un idoneo e adatto contesto sociale e interpersonale. Che significa? Significa che dovete assicurarvi che tutto intorno a voi ci sia positività, che lo status mentale di chi con voi vive, di chi con voi interagisce al riguardo del vostro percorso, sia positivo, sia di appoggio e non di contrasto. E’ impensabile riuscire a portare avanti un lavoro, una metamorfosi cosi lunga e laboriosa, senza l’appoggio di chi vi circonda. Si ha bisogno di positività, di conforto, di sostegno, di pacche sulle spalle, di cazziatoni che facciano bene e che riportino il focus quando si rischia di perdere di vista l’obiettivo. Ma non da parte del vostro trainer o del vostro nutrizionista! Non solo!! La vostra amica, vostro marito , vostra moglie i vostri amici devono farlo!!!

Ovvio non deve essere una scusa per fallire facile, il fatto che questo non avvenga. Ci sono persone che non demordono ugualmente, ma il 99% di coloro che hanno provato a cambiare, mettersi a dieta, iniziare un’attività sportiva in modo serio o addirittura agonistico sa che l’appoggio di amici, e familiari è essenziale. Senza quello, ogni momento in cui per natura,ci si trova con le convinzioni che vacillano, si finirà per mollare.

Quello che noto però da parte vostra è che troppo spesso, non rendete partecipi chi intorno a voi vive del vostro cambiamento, vi chiudete in una sorta di scrigno magico e maledetto, dove può entrare poca luce e spesso poco ossigeno. Se invece cercaste di raccontare ciò che fate, perchè lo fate, il bisogno che vi spinge al vostro coniuge, ai vostri amici o parenti, se cercaste di rendere consci del fatto che ciò che state facendo vi fa stare bene, vi emoziona, vi fa sentire vivi e nuovi allora ricevere il loro appoggio sarà più facile!

Chi assiste al vosto percorso molte volte cerca di ostacolarvi perchè ha paura che questo percorso cosi difficile e laborioso tolga spazio ad amici, parenti,famiglia e svago e finisca per diventare quasi un lavoro,senza chiedersi perchè avete deciso di iniziare. Vede come una fissazione inutile il pesarsi, il conteggio dei nutrienti, foto, allenamenti, circonferenze ecc ecc Quante volte la frase ” ma chi te lo fa fare”…” sei diventata fissata”… e mai invece… ” come mai tutta questa attenzione?”… “perchè lo fai”?.. o semplicemente…. ..”non so perchè tu lo faccia…ma complimenti per la tenacia”…mai… Sempre un rafforzativo negativo, per vedervi crollare,abbandonare e nel sub-conscio godere delle sconfitte.

In ultimo dico che a mio avviso diventa fondamentale il dialogo e una fase preparatoria dell’ambiente in cui vivete per ottenere risultati in maniera, serena consapevole ed efficace!

DIMAGRIRE

AL FREDDO DIMAGRISCO.

Il freddo in ottica di dimagrimento ci può essere di aiuto??

La risposta è complessa, ma semplificando possiamo dire che se sapientemente usato…si può esserci di aiuto.

Vediamo perchè

Il nostro organismo è formato essenzialmente da due tipologie di grasso chiamate GRASSO BRUNO o BAT e GRASSO BIANCO o WAT. Queste due classi hanno caratteristiche differenti come si nota da questa immaginegrassoIl grasso bruno ha la funzione di produrre calore, ha abbondanza di mitocondri che ricordiamolo sono le centrali energetiche del nostro corpo, ovvero il luogo dove si crea ATP che è la moneta di scambio del nostro organismo ed è presente soprattutto nei primi anni di vita diminuendo poi con l’aumentare dell’età.

Il grasso bianco invece è una riserva energetica,produce una proteina chiamata leptina che definiamo come la sentinella del nostro organismo, colei che è capace di capire i livelli energetici del corpo, e aumenta con l’età ovviamente in relazione al peso corporeo.

Questi due diversi tessuti hanno anche differente distribuzione nel nostro organismo con il BAT localizzato soprattutto a livello cervicale,sopraclavicolare e paravertebrale.

Ok ma quindi perchè dovrebbe interessarmi il grasso bruno per il dimagrimento?

Abbiamo visto che tra le sue caratteristiche c’è quella di essere ricco di mitocondri. Questi,nel grasso bruno danno vita ad un ciclo definito che definiamo futile, cioè senza produzione di energiavera e propria come avviene ad esempio all’interno del muscolo. Che significa? che cosa è un ciclo futile? Proviamo a vederlo.

Quando il nostro corpo avverte segnali di abbondanza energetica, esso risponde diminuendo la velocità di tutti quei processi che permettono di arrivare alla produzione di energia. Perchè? Semplicemente perchè ne ha e non ha bisogno di produrne di nuova. Bene, questo meccanismo però,all’interno dei mitocondi del BAT viene forzato affinchè avvenga ugualmente con lo scopo non di produrre energia ma calore! Ecco quindi che, maggiore è il grasso bruno,maggiori sono i livelli di mitocondri, maggiore è l’utilizzo di glucosio, proprio perchè il meccanismo di respirazione cellulare è forzato volutamente!

grasso

Questo è tanto vero ad esempio nei bambini!! I bambini sono sempre caldi, sono ricchi di grasso bruno e sono delle vere e proprie fornaci! MOTIVO QUESTO PER CUI ANCHE IN INVERNO E’ ASSOLUTAMENTE SBAGLIATO COPRIRLI OLTREMODO!! Non avvertono freddo come noi! Anzi cosi facendo facciamo perdere loro questo adattamento importante!

Per sintetizzare, la presenza dei mitocondri all’interno del grasso bruno servono per la produzione di calore!

Ok, figo, ma se hai detto che andando avanti con l’età il grasso bruno diminuisce a me che ho 35 anni che mi frega?? Mica sono più bambino!

E se vi dicessi che esisite un modo per trasformare il grasso bianco in bruno e quindi ritornare ad utilizzare questo adattamento anatomico a vostro favore??

Il segreto è il freddo!

grasso

Nell’immagine a sinistra vedete il grasso di un topo esposto a temperatura di 28 gradi. Nell’immagine a destra potete notare come ad una esposizione a 6 gradi il grasso bianco si sia trasformato in BAT.

L’esposizione al freddo, quindi può essere la chiave per “brownizzare” il nostro tessuto bianco dando un forte impulso anche al nostro metabolismo.

L’aumento di 50 gr di tessuto grasso bruno è in grado di aumentare del 20% il dispendio di energia giornaliera.

Esempio pratico.

Ragazzo età 30 anni, lavoro sedentario allenamento 3 volte la settimana in palestra,alimentazione ipercalorica per aumento di peso circa 3500 Kcal al giorno. Con questi valori il ragazzo, è aumentato di peso.

Poi imporvvisamente il ragazzo cambia lavoro. Non più in ufficio, ma lavora il pesce in celle frigo con temperature che oscillano tra gli 0 e i 2 gradi centigradi. Stessi allenamenti, stesse calorie. Il ragazzo perde peso a vista d’occhio.

Capite come passare da una temperatura di 24 gradi a cui era abituato in ufficio agli 0 gradi di ora ha imposto un cambiamento enrome al suo organismo, creando autonomamente un dispendio calorico maggiore per la necessità di riscaldarsi e mantenere la T corporea costante.

Disabituarsi gradualmente alle temperature perennemente confortevoli che segnano la nostra vita potrebbe essere un buon modo per favorire il dimagrimento.

 

pendolo

UN PUNTO DI VISTA DIFFERENTE PER L’ANALISI DEI PROBLEMI: IL PENDOLO INVERTITO

I miei articoli sono sempre frutto di esperienze vissute nella quotidiana pratica lavorativa dove mi trovo ad affrontare problemi e richieste tra le più disparate, anche di non mia pertinenza professionale. Quando questo accade, non essendo io tuttologo,rimando sempre alla figura medica di competenza ma se posso cerco di far riflettere o dare spunti su cui riflettere circa la problematica sollevata.

Ieri accade che una persona lamentava giramenti di testa e dolore cervicale. E grazie al piffero chi non ne ha???

Quando capitano problemi come questi poter fare diagnosi, oltre che sempre sbagliato perchè non di mia competenza lo ripeto, è assolutamente difficile per totale mancanza di informazioni. Cioè in parole povere può essere tutto o niente, non lo so!

Una cosa però che uso tantissimo è: IL PENDOLO INVERTITO.

Metto la cartina geografica e con un pendolo al quarzo misto a platino, forgiato dal fuoco a 3653 gradi vicino al sole cerco di individuare il problema…………………….

Ovviamente è una cagata!

Nessuno strumento, semplici osservazioni.

Il nostro corpo è alla perenne ricerca di un equilibrio, non è mai in statica completa ma sempre il leggero movimento. Quello che viene definito sistema tonico posturale altro non è che un complesso sistema di informatori che il nostro organismo usa per recepire informazioni interne ed esterne e che gli permettono di adattarsi continuamente e mentenere un EQUILIBRIO. Ovviamente i canali da cui reperire informazioni sono tanti e differenti tra loro.

Se tutto è in fisiologia e quindi funziona correttamente, osservando una persona ferma ad occhi aperti in posizione anatomica dovrete scorgere una leggera oscillazione, come un pendolo appunto, di circa 3 gradi.

In realtà non è detto che sia cosi, che vada tutto bene,nemmeno in questo caso. E perchè? Abbiamo detto prima che il nostro corpo usa tutta una serie di informatori che inviano segnali dall’esterno per far si che il nostro corpo assolva alla sua funzione principe ovvero mantenersi in piedi in equilibrio per molto tempo senza alcuna o poca fatica. Bene, detto questo è possibile, e in realtà quasi sempre accade, che uno di questi recettori sia difettoso, abbia un problema, e che sia però compensato da un’altro canale di ingresso.

Mi spiego meglio.

Immaginate di avere un problema ai denti, ( ma che io non ne sia a conoscenza) Bene, Vi mettete in piedi,fate il pendolo e tac nessun problema: oscillazione perfetta. Poi vi chiedo aprire la bocca. Le oscillazioni aumentano. Poi vi chiedo di chiudere anche gli occhi. Magia, oscillate che manco un terremoto dell’8 grado saprebbe fare di meglio. Cosa è accaduto? Semplice, abbiamo evidenziato un problema ai denti, probabilmente compensato dagli occhi!! Magicabula sono un magooooooooooooooo!!! No manco per niente…

Non appena ho eliminato l’elemento di rinforzo ovvero la vista, si è evidenziato l’elemento di disturbo avvero l’articolazione temporo mandibolare. Questo può valere per tutti gli altri informatori!

Ora abbiamo un elemento in più. E’ vero che aveva problemi ai denti questo soggetto? Chiedamoglielo!

Risposta: ” Si è vero e non lo avevo mai curato”.

Guarda caso porta anche gli occhiali. La sua vista si sta sforzando tantissimo per sopperire alla problematica mandibolare!

I giramenti di testa e i dolori cervicali dipendono da questo?? Ancora non lo sappiamo, ma abbiamo sicuramente un elemento in più su cui lavorare e quantomeno sapremo indirizzarlo da uno specialista per risolvere il suo problema e vedere se la sintomatologia migliora.

Ora tutti al pendolo!!

disturbi-ansia

L’INGANNO DEL CIBO

Scrivo questo articolo come precisazione per tutti coloro i quali si sono sentiti tremendamente offesi dal mio ultimo post su fb che riporto qui nella sua interezza

“Dopo le feste non cercate il miracolo detox per depurarvi dagli eccessi..

Cercate piuttosto di capire il perché di questo bisogno spasmodico di sfondarvi di cibo oltre misura…

Perché a Natale é tutto concesso? Perché continuate a ripetervi che per un giorno che vuoi che sia? Perché continuate a chiedere ai vostri amici cosa hanno mangiato? State cercando di alleviare il vostro senso di colpa, perché una malefatta divisa in due é più facile da sopportare? Perché a Natale il vostro riso e pollo é da sfigati?

La testa é l unica cosa che necessita di un percorso….DETOX…..”

Ora, la lingua Italiana non dovrebbe essere un opinione, ma si sa ognuno interpreta a modo suo e da li nasce il malinteso, o l’offesa, o il “mi picco”. Onde evitare tutto questo, proverò ad esprimere un concetto molto semplice (per i più forse)

Quanti di voi aspettano il Periodo Natalizio per sfondarsi di cibo? Perchè lo fate? Perchè a Natale il vostro io vi suggerisce che è meno peccato? Perchè farlo in questo preciso momento dell’anno vi fa sentire meno in colpa rispetto a mangiare come se non ci fosse un domani in un comune mercoledi di luglio per esempio? Perchè allo stesso modo alcuni di voi aspettano il loro sabato sera già dal lunedi mattina pensando e sognando ogni giorno quel cibo proibito durante la settimana? Perchè andate in giro chiedendo ai vostri amici se anche loro si sono uccisi a colpi di Kcal o hanno saltato il loro allenamento? Perchè il cibo che accompagna inesorabilmente le vostre giornate, magicamente a Natale diventa da fissati e sfigati?

Premetto, nel mio passato da bulimico e anoressico queste domande erano all’ordine del giorno, io mi comportavo esattamente cosi e se provate a chiedere ad ogni anoressico o bulimico che incontrate o conoscete vedrete che non vi diranno il contrario.

IO PRIMA DI VOI CI SONO PASSATO

Ad ogni modo queste erano più o meno le domande che ho fatto nel mio post su faccialibro. Chiarisco subito che mai e poi mai mi è passato nella testa di muovere una critica, semplicemente offrire degli spunti di riflessione validi che potessero aiutare persone che convivono con questa relatà, ne sono intrappolate e vorrebbero uscirne ma non sanno come fare.

Dico anche che se vi siente sentiti emotivamente colpiti e perchè ho fatto tana, perchè ho centrato l’obiettivo, perchè quelle domande cavolo se ve le siete fatti, centinaia di volte e vi siete anche dati delle risposte, solo che semplicemente erano troppo dure da ammettere a voce alta. E allora preferiamo a volte rifugiarci in una tricea fatta di “problemi sicuri” piuttosto che uscire fuori e combattere nell’impervio terreno della ” soluzione incerta”.

Non sto dicendo che tutti dobbiamo essere atleti, che deve esistere solo il cibo “pulito” o che se vuoi un corpo da sogno devi SOGNARTI i momenti di condivisione. Io sto affermando il contrario!! Chi mi conosce sa che sono un fermo sostenitore DEL PASTO LIBERO, DEL MOMENTO DI SVAGO. Ma questo ha senso solo se fatto con consapevolezza, non con timore!! Se lo si affronta con la serenità, non con la paura, se lo si fa ma non ne si sente l’esigenza. Se invece come detto prima, dal lunedi bramiamo l’arrivo del sabato sera solo perchè ” cavolo sono stato bravo me la potrò concedere un’abbuffata?” allora siamo alle prese con un problema.

Ma il problema non è alimentare!!! L’alimentazione è solo la valvola di sfogo, è ciò che vediamo dall’esterno. Il mio post era li per dire….. RAGAZZI SE VI COMPORTATE COSI, AVETE UN PROBLEMA DIETRO ed è solo scavando, tirandolo fuori, piangendo, parlando che lo si risolve. Non sarà l’alimentazione grammata tenuta per 6 giorni che vi permetterà di guarire. Abbiamo il bisogno di ammettere che siamo alle prese con qualcosa che non va. Ma questo lo sapete anche voi.

Ecco allora il vero percorso DETOX dopo le feste….prendetevi il vostro tempo, il vostro spazio,prendete qualcuno che sia in grado di aiutarvi,ammetete di averlo un problema, e davvero basta con le scuse, basta con e ma la famiglia, i figli, non ho tempo, ma io mica devo fare le sfilate, ma la vita è una sola, va goduta. Io queste frasi le conosco a memoria, le ho recitate a me stesso e agli altri per anni.

L’unico buon proposito per questo 2017 sarà quello di cambiare, il modo di vedere e vederci….da dentro.

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ALLENIAMO IL MUSCOLO O IL MOVIMENTO?

Questa è una gran bella domanda. Ma la risposta non è da meno. Sapete perchè? Perchè la risposta è: DIPENDE!

Dipende da cosa? Dipende dal motivo per cui ti alleni!!!

Dico , generalizzando,che in tutti gli sport ove è richiesta una performance atletica, l’allenamento verte al miglioramento del gesto specifico per la disciplina, quindi tutto ciò che farò durante la mia sessione di training dovrà avere come obiettivo il miglioramento del mio massimo in gara. In questo cosa l’allenamentp del movimento è requisito fondamentale

Negli sport estetici come il bodybuilding, la ricerca si concentra nel massimo reclutamento e massimo danno muscolare. Il mio obiettivo sarà colpire il muscolo target da ogni angolazioni in modo tale che io possa provocare una rottura delle strutture cellulari che nel momento in cui si ripareranno lo faranno diventando più forti, provocando infine un miglioramente per cosi dire “estetico”. Quindi il movimento diventa secondario, cioè si modifica in virtù delle mie necessità.

Questa è fondamentale saperlo.

Troppe volte noto come le persone in palestra si preoccupino di terminare il prima possibile il loro 3*12, senza sapere per cosa lo stanno facendo e senza avere la minima idea di quale muscolo è interessato al loro movimento.

Risultati sul medio lungo termine? Nessuno.

Ma non basta nemmeno sapere come eseguire quel 3*12, anche se sarebbe un buon punto di partenza. Perchè non basta? Perchè ogni individuo è strutturalmente diverso, ha struttra scheletrica diversa e ha strutture muscolari, tendidee e legamentose differenti. Quindi se il nostro obiettivo abbiamo detto è riuscire a colpire il tessuto muscolare, va da se che l’esercizio deve necessariamente essere persona-specifico. Questo non significa che eseguirli come da manuale del fitness sia sbagliato, ripeto per un neofita è già un valida punto di partenza, però occorre poi una dettagliata specializzazione. Ecco quindi che uno stesso esercizio come lo SQUAT, che nell’ambito della BRO-SCIENZA non dovrebbe mai mancare, oppure si dovrebbe fare in un solo e unico modo, assume invece decine di sfaccettature e modi differenti di essere svolto. Perchè? Ma non era vera la storia che le punte dei piedi non devono superare le ginocchia? No! No semplicemente perchè siamo diversi, e nella diversità qualsiasi generalizzazione rischia di essere un errore.

 

Ma se io mi alleno per il Crossfit?? Bene, li rientriamo nella categoria degli sport in cui conta la performance! C’è una gara dove vince chi totalizza piu alzate o un numero stabilito di alzate ( valide) nel minor tempo possibile. Bene, mi allenerò sul gesto di quella alzata, per renderla valida, e per essere veloce nel farla, cosi che possa diventare per me un gesto relativamente semplice consentendomi di farne più possibile in un dato tempo. Si ma allora perchè quelli del Crossfit sono anche grossi? Si, vero ma non lavorano per quello, non è il loro obiettivo! E’ semplicemente un adattamento delle nostre strutture organiche all’allenamento con i sovraccarichi! Avete mai visto qualcuno che si alleni con i pesi e lo faccia con un minimo di senno, essere “piccolo” e poco muscoloso? No!! E’ un semplice risultato!

Ma anche un maratoneta, fa allenamenti con i pesi, ma con scopi diversi dal bodybuilder! Anzi per lui aumentare il volume delle masse muscolari potrebbe essere controproducente in gara!

Quindi se vogliamo ricapitolare e fare chiarezza, direi che in linea generale:

se vi allenate con scopi estetici, gli esercizi e i movimenti che eseguite dovranno essere scelti e modificati in base al muscolo che intendete colpire e non viceversa.

se vi allenate per un determinato sport, gli esercizi vanno scelti perchè siano propedeutici per la disciplina da voi praticata e di conseguenza l’attenzione va posta al miglioramento del gesto tecnico piuttosto che alla distruzione muscolare con lo scopo di aumentare i volumi.

Questo va tenuto sempre a mente, quando vi addentrate nella pratica dell’allenamento.

 

Quindi ora vi rifaccio la domanda….. ALLENIAMO IL MUSCOLO O IL MOVIMENTO?

3D Protein Food Crossword on white background

HO UN PROBLEMA: SI CHIAMA “MANIA DEL CIBO PROTEICO”

Quando ho pensato al sito ho pensato ad un posto dove poter dar sfogo ai miei pensieri in modo puro,libero e incondizionato. Non un sfogo a caso di cose senza senso ci mancherebbe, so bene qual è il ruolo che la mia professione mi impone, ma l’obiettivo che mi sono posto inizialmente è stato quello di arrivare alla gente, di entrare nella testa della gente, capire le loro paure i loro dubbi le loro perplessità le loro convinzioni che non portano da nessuna parte, prenderle e in maniera semplice destrutturarle per poi ristrutturare.

Se ci sto riuscendo non lo so, ma continuerò a farlo perchè mi piace pensare che possa essere utile,anche ad uno solo dei miei lettori.

Ciò che sto per dirvi voglio che vi porti come sempre ad una riflessione, inizialmente e che dia il la ad un approfondimento ulteriore. Ci tengo a dire e lo ribadirò poi che non è una diagnosi ne ho idea se esisita o meno un qualche studio che confermi la mia tesi. E’ un pensiero e oggi mi ha dato sempre ragione e come tale ve lo espongo!

 

Credo che ormai tutti, ( si ho fatto outing) conosciate il mio passato da anoressico e poi bulimico e,anche se non ve ne frega nulla, questa è la premessa fondamentale per dirvi che certe cose ti segnano e ti permettono di indossare un paio di occhiali magici tipo quelli bionici dei biker mice ( cartone della mia infanzia con dei topo robotici fantastico) che permettono di scrutare all’interno delle persone e vedere per prime,le cose che voi volete nascondere, a me e a voi stessi. Non sono un mago, sono semplicemente uno che si è dovuto spogliare più volte dei suoi abiti, fatti di paure e bugie e che oggi non ha problemi a mostrare natiche costruite a suon di verità.

 

Sapete come riconosco in fase iniziale una donna o un uomo che inizia ad avere un disturbo nella percezione del corpo e del cibo con seguenti attenzioni maniacali per tutto ciò che riguarda il suo fitness e il suo “benessere”?

In fase di anamnesi quando una persona si rivela particolarmente attenta all’assunzione di proteine durante la sua giornata!

Ovvio non sto parlando di sportivi, BB o professionisti che sanno quello che fanno, ma prendiamo una ragazza 18enne che un bel giorno decide di cambiare rotta. Vuole vedersi e sentirsi meglio. Si segna in palestra, timidamente, si fa seguire, migliora, decide anche di cambaire da sola le proprie abitudini alimentari per massimizzare i risultati.

Ecco , questo è il momento piu delicato. LE PROTEINE NON DEVONO MANCARE MAI. Gente di 50 kg che mangia 80 gr di bresaola per merenda, uno yogurt greco al pomeriggio, uno prima di andare a letto perchè senza le caseine catabolizzo, 200 gr di pollo a pranzo e 350 di merluzzo a cena. Poi se proprio non mi fa schifo anche 300 gr di albume la mattina cotto cosi in padella. L’importante è che le proteine ci siano.

 

L’associazione è antica. PROTEINE=MUSCOLO—> MUSCOLO= ASSOCIAZIONE VISIVA A CORPO MAGRO—> POCO GRASSO= IN FORMA!!!

WOWOOWOWWOWOWOOW!!! FIGO!!!!

Quando una persona è diventata schiava del suo obiettivo, quello di piacersi, inizia a controllare ogni cibo che ingerisce prediligendo di gran lunga quelli fortemente proteici.

Se vi capita di essere cosi, leggendo queste righe, provata a guardarvi dentro, e chiedetevi se cosi è o non è, chiedetivi se anche voi siete schiavi della vostra forma fisica, delle plice di grasso inesisitente sul vostro addome, se la paura di un pasto senza proteine vi getta in un burrone alto 30 metri dal quale non ci si riprende se non prima del prossimo pasto dove recupererò anche le proteine perse in quello prima, se ogni giorno quando penso ai miei pasti per prima cosa penso alle fonti da cui reperire proteine e poi se capita penso anche al resto.

La convinzione proteine= corpo magro vi ha fregati.

Ora non resta che ammetterlo, e decidere di cambiare.

 

P.S. tengo a precisare che quanto scritto non è assolutamente una diagnosi medica di patologia di disturbo del comportamento alimentare per la quale ci sono criteri diagnostici ben precisi e ben più ferrei, ma la semplice osservazione del comportamento del genere umano con il quale io vengo in contatto quotidianamente.

squat

ALLENAMENTO AL FEMMINILE: cosa fare e come fare.

Questo articolo lo scrivo non  perché io ne sappia più degli altri, anzi mediamente ne so ancora molto molto meno di molti professionisti del settore, ma visto che il mio pubblico è composto per la maggior parte da gente comune che si allena per benessere/estetica senza o quasi scopi agonistici è bene che si faccia una massiccia opera di informazione per mettere a conoscenza del fatto che esistono ancora tanti troppi guru o presunti tali che lavorano con l’unico scopo di monetizzare il più possibile senza sapere bene cosa e come lo fanno.

Nel mio percorso formativo ho avuto la fortuna/onore di essere studente presso l’accademia NBBFA, progetto nato e guidato da Magliano-De Vettor dove soprattutto quest’ultimo da sempre si è mostrato come profondo ( forse il più profondo) conoscitore dell’universo femminile per ciò che concerne l’allenamento.

La vicinanza ad Alessandro e l’enorme mole di informazioni trasmesse, mi ha permesso di migliorare enormemente la capacità di analisi quando di fronte ho una ragazza/donna.

Oggi si è presentata l’ennesima occasione.

Donna, giovane con obiettivi estetici comuni a molte: gambe, glutei, interno coscia ecc ecc.

Inizio chiedendo come si allena, o meglio cosa le avessero proposto come allenamento.

La risposta è un classico: squat, affondi, tanti affondi, e tutta una serie di macchine isotoniche per colpire le zone che a lei interessava migliorare.

Mi dice però anche che il suo lavoro la porta a stare molte ore in piedi e che lamenta continua rotture ai capillari nella zona tra caviglia e polpaccio.

Credo che situazioni come questa si presentino molto più comunemente di quanto si pensa ed è quindi giusto sapere come intervenire per evitare di esacerbare problemi come questi, portandoli a sfociare in patologie ben più gravi.

E’ chiaro, in prima analisi,che ci possa essere un problema di alterazione al microcircolo e che la ragazza faccia fatica a riportare sangue dal basso verso l’alto. Questo potrebbe esser dovuto o ad una e vera propria difficoltà nel drenaggio-deflusso con conseguente ristagno linfo-venoso dovuto ad una scarso funzionamento del sistema capillare esistente oppure al contrario ad una scarsa irrorazione di queste zone per la presenza di un esiguo numero di ramificazioni capillari.

Lo stato infiammatorio cronico derivante da allenamenti al massacro per le sue gambe , unite alla stazione eretta a cui la costringe il suo lavoro fanno si sommano alle problematiche sopra esposte producendo un risultato estetico che è completamente l’opposto di quello che vorremmo.

Bene, ma allora come fare? Cioè volete dirmi adesso che per migliorarmi esteticamente non devo fare squat e affondi? Ma che cavolo dite? E’ una vita che si fa cosi, che tutte le ragazze che vedo fanno cosi, perché io no??

Semplice, perché probabilmente sei diversa da tutte loro, per morfologia,metabolismo mobilità ecc ecc…

Ma allora cosa devo fare?

Ci tengo a dire che ciò che sto esponendo è un consiglio del tutto generico, che ha bisogno di indagini molto più approfondite e valutate caso per caso ma che in qualche modo possono essere utili come punto di partenza, soprattutto se anche voi vi riconoscete in questo esempio.

Andiamo a vederli per punti.

  • Evitare,almeno nella fase iniziale qualsiasi esercizio multi-articolare per la parte inferiore (leggi ad esempio squat)
  • Prediligere esercizi per la tonificazione della parte superiore del corpo in giornate specifiche
  • Lavorare la parte bassa del corpo, colpendo il muscolo gluteo con esercizi specifici, allenando cosi, indirettamente le gambe.
  • Prediligere allenamenti in stile PHA ( alternanza di esercizi per la parte bassa-e alta del corpo) cosi da forzare il meccanismo di ritorno del sangue alla parte alta del corpo.
  • Lavoro aerobico a bassa intensità per stimolare la formazione di nuovi capillari che vadano a migliorare l’ossigenazione delle zone interessate.
  • Allenarsi , quando possibile a piedi nudi per favorire il funzionamento di due importanti strutture anatomiche del piede: il triangolo della Volta e la soletta di lejars.
  • Indossare durante le ore trascorse a lavoro delle calze a compressione.
  • Curare e migliorare l’atteggiamento posturale, che è direttamente legato ad alterazioni di questo tipo.
  • Curare e migliorare la respirazione diaframmatica.

 

Quelli che vedete sopra elencati sono dei punti, che in casi come questi, andrebbero osservati tassativamente ed invece ancora troppe volte si vede fare esattamente il contrario.

L’organismo femminile è tremendamente complesso e va trattato con il rispetto che merita.

Alle donne dico, abbiate il coraggio di pretendere, da chi vi segue, il massimo ma soprattutto siate curiose, chiedete il perché di ogni cosa che vi viene proposta. State affidando il vostro corpo e il vostro benessere ad un preparatore, non ad un macellaio.