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LA SINDROME DELL’INTESTINO IRRITABILE (IBS) E IL RUOLO DEL CIBO

La sindrome dell’intestino irritabile è un disturbo del tratto gastrointestinale associato a dolore addominale e alterazione dell’alveo intestinale.

La classificazione dell’IBS viene fatta sulla base della forma delle feci in

  • IBS con costipazione
  • IBS con diarrea
  • IBS misto

E un 4 tipo di IBS definibile come sottotipo.

Questa sindrome è estremamente presente nel mondo industrializzato occidentale e seppur con l’assenza di reali marker per l’identificazione, si stima che la prevalenza sia nell’ordine del 10-15%; Il che ne fa uno dei disturbi del tratto gastrointestinale più frequenti.

La patogenesi è ancora poco chiara ma alcuni fattori sono stati identificati come papabili protagonisti e responsabili nel determinare la sua presenza nell’uomo. Tra questi giocano un ruolo l’asse “ brain-gut” ovvero cervello-intestino, fattori psico-sociali, fattori genetici e un’alterata funzionalità della barriera intestinale con modifiche al microbiota.

In tutta questa incertezza, ciò che sembra invece assodato è che il cibo giochi un ruolo decisivo nell’IBS, tanto che circa un 60% di coloro che sono affetti da IBS lamentano peggioramento dei sintomi dopo un pasto in un tempo stimato tra i 15 minuti e le 3 ore. Questo porta i soggetti ad avviare una ricerca diretta all’identificazione di quei cibi “non tollerati”. Il 62% dei pazienti con IBS limita o esclude autonomamente cibi dalla loro dieta. Per questo, le raccomandazioni dietetiche date a coloro che sono affetti da FGIDs ovvero “functional gastrointestinal disorders , sono basate molto più sull’empirismo che su linee guida certe e approvate.

Il cibo è un melting pot di nutrienti, la cui ingestione attiva una complessa risposta da parte del tratto gastrointestinale. Questa complessità spiega come sia realmente difficile identificare un singolo cibo come responsabile della sintomatologia dell’IBS.

3 maccanismi sono stati proposti da Gibson per spiegare l’interazione cibo-IBS.

  • Via “immune activation” ovvero una ipersensibilità al cibo.
  • Via “direct action of bioactive molecole” ovvero la biochimica del cibo.
  • Via “luminal distension”

VIA “IMMUNE ACTIVATION”

Il termine “allergia al cibo” è usata tipicamente per descrivere una risposta avversa al cibo su base immune basata su meccanismi immunopatologici mediati o non mediati da IgE.

La tabella seguente mostra quelle che sono le reazioni tipiche delle allergie mediate da IgE.

 

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Come si nota,sono raramente effetti riportati da soggetti affetti da IBS. Possiamo quindi dire che sebbene la “food hypersensitivity” gioca un ruolo nella patogenesi dell’IBS il suo ruolo certo rimane assolutamente controverso.

Esiste, o meglio è stata proposta dopo osservazione relativa ad alcuni studi, una nicchia di reazioni appartenenti sempre alla categoria dell’ ipersensibilità al cibo definita come “FAT HYPERSENSITIVITY”. Alcuni soggetti affetti da IBS dopo ingestione di grassi riportano l’inizio di sintomi gastrointestinali anormali.

 

VIA “DIRECT ACTION OF BIOACTIVE MOLECOLE”

L’esempio classico che viene riportato per spiegare questa tipologia di meccanismo è relativo alla reazione ai salicilati. Queste sostanze, presenti in molti cibi a concentrazioni differenti, sono in grado di causare una abnorme produzione di leucotrieni, inibendo le ciclo ossigenasi in maniera molti più marcata nei soggetti affetti da IBS rispetto a quelli sani.

Le tipiche manifestazioni cliniche comprendono ovviamente sintomi gastrointestinali come dolore addominale, meteorismo, colite e diarrea.

 

VIA “LUMINAL DISTENSION”

L’attività della lattasi inizia fisiologicamente a diminuire dopo i primi mesi di vita nei mammiferi e negli umani circa il 70% degli adulti sperimenta un decremento di tale enzima. Che cosa accade dunque? Il lattosio non viene idrolizzato e assorbito nel piccolo intestino , ma passa cosi com’è nel colon dove i batteri fermentanti producono gas e acidi grassi a catena corta che producono sintomi simili a quelli dell’IBS. Ad ogni modo la presenza di questa intolleranza al lattosio è simile nei soggetti sani rispetto a quelli con IBS, tanto che questa sensazione di mal tolleranza non può essere usata come criterio per identificare una vera e propria “ intolleranza al lattosio”. Molto probabilmente quindi sono dei componenti specifici del latte a giocare un ruolo nell’IBS, piuttosto che un decremento della lattasi. L’unica via resta quella di limitare/eliminare prodotti lattiero caseari dalla dieta.

Altre sostanze in gradi di scatenare problematiche intestinali sono i cosi detti FODMAPs acronimo di “fermentable oligosaccarides, disaccharides, monosaccharides and polyols. Queste sostanze limitatamente assorbite e dotate di potere osmotico arrivano all’intestino, richiamano acqua e inducono produzione di gas grazie alla fermentazione operata dai microorganismi qui residenti. I sintomi al tratto gastrointestinali sono gli stessi visti fino ad ora nei pazienti con IBS. Ad oggi una dieta a basso contenuto di FODMAPs rimane una delle migliori strategie nella cura all’IBS. Per le prime 6-8 settimane si eliminano dal programma dietetico tutti i cibi sospetti di provocare sintomi al GI. A poco a poco si reintroducono alcuni cibi per testare la tolleranza individuale fino ad identificare quali cibi realmente siano i responsabili dei sintomi di malessere gastrointestinali. La diarrea osmotica risulta anche da un largo consumo di polialcoli come xylitolo, mannitolo, maltitolo, lactitolo e isomaltosio per cui esiste una certa quota individuale di tolleranza e sicurezza. Questi zuccheri sono usati in tutte quelle bevande dolci a basso contenuto calorico. Tipicamente infatti chi ne fa un largo uso sperimenta poi problemi al tratto gastro intestinale, gonfiore e diarrea.

Come poi non menzionare il glutine? La letteratura scientifica ha ipotizzato l’esistenza di un sottogruppo di individui affetti da IBS con una “ undiagnosed non celiac gluten sensitivity” i quali si crede rispondano bene dall’eliminazione del glutine dalla loro dieta. Da studi effettuati per sondare tale relazione però, si è visto come non ci siano evidenze circa il fatto che il glutine induca sintomi gastrointestinali nei soggetti non affetti da celiachia. Molto probabilmente la spiegazione risiede nel fatto che gli stessi alimenti che contengono il glutine sono altamente fermentabili, poco assorbibili e la produzione di acidi grassi a catena corta produrrebbe gli stessi sintomi dell’IBS.

Menzione particolare spetta poi al microbiota. Oggi sappiamo come la nutrizione possa realmente modificare l’ambiente batterico interno. Recentemente infatti è stato proposto un ruolo determinante del microbiota nell’eziopatogenesi dell’IBS.

CONCLUSIONI

Per concludere e riassumere quindi abbiamo visto come il cibo sia davvero in grado di avviare i meccanismo di innesco dell’IBS. Tutto ciò legato a 3 modi principali di agire:  ipersensibilità al cibo, presenza di molecole biologicamente attive nei cibi e distensione del lume intestinale. Oltre a questo come si sa ormai il microbiota gioca davvero un ruolo cruciale. Negli ultimi anni poi l’attenzione si è spostata ai cibi contenenti FODMAPs i quali potrebbero accentuare o addirittura provocare essi stessi la genesi di IBS.

Ciò che ancora manca in realtà è una terapia dal funzionamento certo per alleviare e curare in maniera definitiva i sintomi dell’IBS.

 

Fonti:

  • World J Gastroenterol 2014 July 21; 20(27): 8837-8845 ISSN 1007-9327 (print) ISSN 2219-2840
  • https://www.hindawi.com/journals/ijd/2016/5967907/

 

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L’INGANNO DEL CIBO

Scrivo questo articolo come precisazione per tutti coloro i quali si sono sentiti tremendamente offesi dal mio ultimo post su fb che riporto qui nella sua interezza

“Dopo le feste non cercate il miracolo detox per depurarvi dagli eccessi..

Cercate piuttosto di capire il perché di questo bisogno spasmodico di sfondarvi di cibo oltre misura…

Perché a Natale é tutto concesso? Perché continuate a ripetervi che per un giorno che vuoi che sia? Perché continuate a chiedere ai vostri amici cosa hanno mangiato? State cercando di alleviare il vostro senso di colpa, perché una malefatta divisa in due é più facile da sopportare? Perché a Natale il vostro riso e pollo é da sfigati?

La testa é l unica cosa che necessita di un percorso….DETOX…..”

Ora, la lingua Italiana non dovrebbe essere un opinione, ma si sa ognuno interpreta a modo suo e da li nasce il malinteso, o l’offesa, o il “mi picco”. Onde evitare tutto questo, proverò ad esprimere un concetto molto semplice (per i più forse)

Quanti di voi aspettano il Periodo Natalizio per sfondarsi di cibo? Perchè lo fate? Perchè a Natale il vostro io vi suggerisce che è meno peccato? Perchè farlo in questo preciso momento dell’anno vi fa sentire meno in colpa rispetto a mangiare come se non ci fosse un domani in un comune mercoledi di luglio per esempio? Perchè allo stesso modo alcuni di voi aspettano il loro sabato sera già dal lunedi mattina pensando e sognando ogni giorno quel cibo proibito durante la settimana? Perchè andate in giro chiedendo ai vostri amici se anche loro si sono uccisi a colpi di Kcal o hanno saltato il loro allenamento? Perchè il cibo che accompagna inesorabilmente le vostre giornate, magicamente a Natale diventa da fissati e sfigati?

Premetto, nel mio passato da bulimico e anoressico queste domande erano all’ordine del giorno, io mi comportavo esattamente cosi e se provate a chiedere ad ogni anoressico o bulimico che incontrate o conoscete vedrete che non vi diranno il contrario.

IO PRIMA DI VOI CI SONO PASSATO

Ad ogni modo queste erano più o meno le domande che ho fatto nel mio post su faccialibro. Chiarisco subito che mai e poi mai mi è passato nella testa di muovere una critica, semplicemente offrire degli spunti di riflessione validi che potessero aiutare persone che convivono con questa relatà, ne sono intrappolate e vorrebbero uscirne ma non sanno come fare.

Dico anche che se vi siente sentiti emotivamente colpiti e perchè ho fatto tana, perchè ho centrato l’obiettivo, perchè quelle domande cavolo se ve le siete fatti, centinaia di volte e vi siete anche dati delle risposte, solo che semplicemente erano troppo dure da ammettere a voce alta. E allora preferiamo a volte rifugiarci in una tricea fatta di “problemi sicuri” piuttosto che uscire fuori e combattere nell’impervio terreno della ” soluzione incerta”.

Non sto dicendo che tutti dobbiamo essere atleti, che deve esistere solo il cibo “pulito” o che se vuoi un corpo da sogno devi SOGNARTI i momenti di condivisione. Io sto affermando il contrario!! Chi mi conosce sa che sono un fermo sostenitore DEL PASTO LIBERO, DEL MOMENTO DI SVAGO. Ma questo ha senso solo se fatto con consapevolezza, non con timore!! Se lo si affronta con la serenità, non con la paura, se lo si fa ma non ne si sente l’esigenza. Se invece come detto prima, dal lunedi bramiamo l’arrivo del sabato sera solo perchè ” cavolo sono stato bravo me la potrò concedere un’abbuffata?” allora siamo alle prese con un problema.

Ma il problema non è alimentare!!! L’alimentazione è solo la valvola di sfogo, è ciò che vediamo dall’esterno. Il mio post era li per dire….. RAGAZZI SE VI COMPORTATE COSI, AVETE UN PROBLEMA DIETRO ed è solo scavando, tirandolo fuori, piangendo, parlando che lo si risolve. Non sarà l’alimentazione grammata tenuta per 6 giorni che vi permetterà di guarire. Abbiamo il bisogno di ammettere che siamo alle prese con qualcosa che non va. Ma questo lo sapete anche voi.

Ecco allora il vero percorso DETOX dopo le feste….prendetevi il vostro tempo, il vostro spazio,prendete qualcuno che sia in grado di aiutarvi,ammetete di averlo un problema, e davvero basta con le scuse, basta con e ma la famiglia, i figli, non ho tempo, ma io mica devo fare le sfilate, ma la vita è una sola, va goduta. Io queste frasi le conosco a memoria, le ho recitate a me stesso e agli altri per anni.

L’unico buon proposito per questo 2017 sarà quello di cambiare, il modo di vedere e vederci….da dentro.

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DA DOVE INIZIA LA DIGESTIONE? LA VISTA,IL GUSTO E L’ODORE DEL CIBO.

Nella nostra epoca le nostre giornate sono scandite da lavoro e impegni familiari e tempo libero ne rimane davvero poco. Addirittura si finisce per tagliare quello spazio che dovrebbe essere destinato al pasto. Si cerca di ottimizzare il tempo in ufficio, mangiando mentre magari si continua a lavorare al pc.

Contemporaneamente si assisite ad uno spropositato aumento nel numero di persone che lamentano difficoltà digestive,pesantezza di stomaco,gonfiore ecc…

Ora come sempre le motivazioni possono essere e in relatà lo sono, innumerevoli. Bisognerebbe passare al setaccio caso per caso e avvalersi della consulenza di un medico. Quindi come sempre lo scopo non è quello di darvi delle soluzioni ai vostri problemi ma portarvi a ragionare CONOSCENDO perchè poi magari la soluzione è davvero dietro l’angolo. Non la si vede solo perchè la si da per scontata.

Per fare questo vi parlerò di come avviene la digestione. Non farò una trattazione pallosa dei processi chimici che regolano le secrezioni utili al processo ma mi focalizzerò su un punto cruciale: DA DOVE HA INIZIO LA DIGESTIONE?

Ovviamente un paio di nozioni dobbiamo saperle

La secrezione dei succhi digestivi è sottoposta a due tipologie di controllo
  • Controllo nervoso operata attraverso il sistema nervoso parasimpatico che stimola e il suo antagonista l’ortosimpatico che inibisce.
  • Controllo ormonale che attraverso la produzione di sostanze diverse regola la secrezione e la motilità intestinale.

e avviene in tre fasi

  • Cefalica: tutte le secrezioni umentano PRIMA che il cibo venga deglutito grazie alla stimolazione di recettori presenti nel cavo orale o per riflessi condizionati.
  • Gastrica: gli stimoli raccolti da recettori e cellule endocrine della parete gastica quando il cibo entra nello stomaco aumentano le secrezioni
  • Intestinale: recettori e cellule endocrine della parete intestinale vengono stimolati dal passaggio del chimo e aumentano le secrezioni dei succhi enterico e pancreatico mentre inibiscono quello gastrico

Fine, non mi dilungo oltre anzi scusate l’utilizzo di paroloni.

Quindi,come avete potuto leggere la digestione avviene ANCOR PRIMA di deglutire il nostro cibo! La stimolazione del sitema nervoso da parte di stimoli sensoriali come la vista,il gusto,l’odore addirittura il rumore attiva già la secrezione dei succhi gastrici. Guardando il cibo, sentendone i profumi noi stiamo mandando segnali al nostro corpo, come a dire “preparati…che arrivo”. Se questa fase la saltiamo completamente, se restiamo incollati ad un pc e operiamo solo il gesto meccanico per portare cibo alla bocca senza sapere nemmeno cosa andremo a mangiare non stiamo dando questa informazione al nostro corpo, che si troverà come non pronto, ritarderà la produzione di sostanze con la conseguenza che la digestione sarà prolungata e difficoltosa. Impariamo a riprenderci i nostri spazi, togliamo telefono,tv computer durante i pasti, mastichiamo,assaporiamo i cibi, con il giusto tempo e la giusta calma. Non saranno quei 20 minuti impiegati per il pranzo a ritardare il nostro lavoro, anzi, la salute del vostro apparato gastroenterico ne beneficerà.